Contributo a “Auguri don Gesualdo”


Auguri don Gesualdo

Credo che Bufalino e io ci siamo conosciuti nella seconda metà degli anni ottanta. Eravamo stati invitati a un convegno di storici siciliani. Il tema era la guerra tra sicilioti e ateniesi, combattuta intorno alla metà del 400 a.C. Imperversava la lotta ma, come accade sempre, si approntavano ambascerie da entrambe le parti. Nel frattempo, però, si guerreggiava aspramente.
Secondo me, l’argomento andava affrontato partendo da questa considerazione, e Bufalino si disse d’accordo. La guerra viene sempre prima dell’uomo, dissi, perché lo assorbe, lo obnubila. Si organizzano sempre ambascerie per trattare la pace. Ma, in realtà, non trattano niente, e i combattimenti continuano.
Poi, a un tratto, le battaglie cessano.
Riflettendo, mi sono detto: “La guerra viene prima dell’uomo. È come se avesse una personalità propria, un potere autonomo. Comincia e finisce quando vuole. Gli uomini servono solo a combattere”. Gesualdo si disse d’accordo.


Manlio Sgalambro, Contributo in Franco Battiato, Auguri don Gesualdo, Bompiani, Milano, 2010

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