Recensione a “La morte del sole”

Nello scacco del pensiero razionale più ferreo e accorto si sperimenta in piccola parte la verità, perché lì dove regna l’armonia essa non si è ancora rivelata. Un ponte che crolla è reale e nel suo disfacimento esprime tutto il suo essere inconfutabilmente vero, rompendo il sogno in cui siamo perennemente immersi. Ma non è tutto, perché lo spavento che Nietzsche intende suscitare con l’annuncio del sovvertimento di tutti i valori è niente davanti a ciò che si è realizzato: il compimento di tutti i valori nella cultura giunta al suo capolinea. Proprio dalla fisica giunge la più metafisica delle leggi scientifiche, quel secondo principio della termodinamica, quell’entropia che rompe la simmetria del tempo e svela l’irrinunciabile vocazione alla disintegrazione del cosmo. Da ciò, la deduzione che se la filosofia moderna, figlia di Cartesio, crede di aver raggiunto la vetta votandosi al dubbio essa si illude, perché la filosofia eterna inizia col terrore…
Nel 1982 venne alla luce l’opera prima di Manlio Sgalambro per i tipi di Adelphi, per volere dello stesso Roberto Calasso che mise a tacere i suoi redattori a dir poco perplessi e ne impose la pubblicazione. La morte del sole è un libro titanico, perché si propone come opera di filosofia punto e basta, scritto nello spirito sublime del “prendere o lasciare”, sopravanzando di gran lunga la saggistica accademica grazie ad una prosa eccelsa e ad una robustezza argomentativa che eleva al massimo i temi che il più cattedratico “pensiero debole” ha toccato fin dagli anni ’80. Così, fra aforismi fulminanti e digressioni assai dense, Sgalambro penetra la filosofia moderna, l’idealismo tedesco, sovvertendo la stessa natura della scienza, letta non più secondo il canone della consolazione delle certezze, bensì secondo quello inverso degli annunci terrificanti, in omaggio al miglior Gorgia (proveniente da Lentini come lo stesso Sgalambro) anticipando non poco anche (e non solo) le suggestioni epistemologiche del Prigogine de La fine delle certezze.


Francesco Clemente, Recensione a “La morte del sole” in “Mangialibri”, 26 aprile 2016 – Collegamento esterno

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