Recensione a “Della misantropia”

A ben guardare esistono diversi gradi di infelicità. Esiste il semplice infelice, colui che vive solo la sua infelicità. Poi c’è quello più infelice, che odia se stesso. Infine c’è l’infelice assoluto, che odia immediatamente se stesso e mediatamente l’altro. Questa persona è appunto il misantropo. La misantropia, dunque, ha uno scopo: rendere l’infelice il più infelice. La stessa elucubrazione filosofica può essere filtrata attraverso la misantropia. Il punto di partenza è, dunque, il fatto che si debba odiare qualcosa perché ne sorga plausibilmente un problema. La stessa dottrina delle idee di Platone fu ispirata da un subdolo odio per la realtà. E forse, da questo punto di vista, si comprende la frase enigmatica del Simposio, dialogo notoriamente dedicato alla natura autentica dell’Amore, secondo la quale la vita della mente comincia a diventare acuta quando quella degli occhi è sul punto di perdere la sua forza di penetrazione. Ecco perché il misantropo non vede più l’uomo di cui detesta le membra carne, bensì l’Idea dell’uomo…
Per Manlio Sgalambro l’odio non coincide con la distruttività gratuità, ma con la martellante decostruzione filosofica che è capace di rovesciare il guanto per scrutarne l’interno. Ecco il presupposto per accostarsi alle deflagrazioni concettuali di questo saggio al fulmicotone: la delinquenza come essenza del mondo, rimossa ipocritamente dal mondo stesso; il vizio teologico per la pretesa di eternità; il discepolato autentico che non si confonde con il plebeismo dei lettori ,ma che contrae un impegno col maestro. L’ultima di queste bordate terribili è tutta dedicata alla politica e alla vita istituzionale, lette nella loro vuotezza e assoluta inconsistenza soprattutto alla luce della condizione di inestinguibile accattonaggio di cui sarebbe affetta la classe cosiddetta dirigente, del tutto aliena dal considerare anche solo per un istante la possibilità del pensiero autonomo, evocato nelle ultime righe come argine indistruttibile alla deriva della società.


Francesco Clemente, Recensione a “Della misantropia” in “Mangialibri”, 4 marzo 2016 – Collegamento esterno

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