La (im)potenza «dantesca» di Sgalambro

È in libreria Marcisce anche il pensiero. Frammenti di un poema (Bompiani), raccolta di poesie di Manlio Sgalambro, filosofo noto per essere il paroliere del cantautore Franco Battiato. Si racconta, in versi, l’ultima mezzora della vita di Immanuel Kant. La quarta di copertina evoca la «potenza dantesca» dell’opera. Ecco qualche assaggio: «Marciscono anche i pensieri / come scheletri fetenti, / si muovono vermi a frotte». «Il sospetto che / Kant non avesse mai leccato / i freschi seni di una fanciulla». «Demenza ti invoco. I tagli / sulla terra ispirano e risucchi/ di liquidi salmastri si riversano». «Ho deciso di studiare cimici / non “uomini”. / Figliati dal piscio / procreatori di mosche / fottuti da sorte e combinazioni / di eventi». «La sbalordita carcassa si scuce, sfiatano / i gas da quel corpo fatato, dal disanimato / il cervello percorso da lampi / nell’immoto corpo che se la fa addosso». «Demenza, feto cerebrale … Dalle sconnesse budella / dal corpo non corpo fuoriesce / disumanante conoscenza». «Disfacimento, putrefazione: erezione finale della intuizione. / Dal corpo sbiancato, / già lavato quasi marcio». «Ma lo sfatto cervello nel / suo liquame immerso minaccia ugualmente». «Un mucchio / di zozzi enti, un mucchiaccio / di enti è quel che rimane». «Si disciolse in merda e / com’era nato, tra merda e piscio, / morì». Dante forse avrebbe qualcosa da ridire su tutta questa «potenza».


La (im)potenza «dantesca» di Sgalambro in “il Giornale”, 21 ottobre 2011 – Collegamento esterno

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