Sgalambro: gli hanno teso un agguato. Adesso l’ateneo dovrà chiedere scusa

Sgalambro: gli hanno teso un agguato

Il filosofo

Milano – «A Franco Battiato è stato teso un agguato perché aveva dichiarato il suo appoggio amicale al candidato sindaco Enzo Bianco». Il filosofo Manlio Sgalambro sembra non avere dubbi. Lui, che dal ’94 collabora con il musicista catanese nella stesura dei testi, si è fatto un’idea precisa sul perché il senato accademico non abbia più conferito la laurea honoris causa all’artista.
«Non sono al corrente di come funzionino gli statuti accademici. Ma è certo che la decisione si sarebbe potuta rinviare. Perché prenderla adesso se non per consentire a un ragazzino di intervenire e di dire quello che ha detto?».
— Giacomo Bellavia, lo studente di Alleanza universitaria che ha posto il veto, ha contestato la minaccia di fuga di Battiato se a Catania avesse vinto il centrodestra. Ma si è detto disposto a rivedere la propria posizione «se il cantautore chiederà scusa alla città».
«Glielo possiamo perdonare, con un certo sforzo, perché lo ha detto anche San Paolo: chi di noi non è stato fanciullo?».
— Dunque ci sarebbe qualcuno dietro lo studente?
«I tipi che stanno facendo queste cose si pentiranno di aver dichiarato ostracismo a Battiato per le sue preferenze espresse nella rabbia del momento o con la passione politica».
— Però le sue dichiarazioni hanno offeso la città.
«Ma è il rimpianto ad averle dettate. Battiato aveva già collaborato con Bianco sindaco, insieme avevano fatto cose meravigliose, basti pensare alle estati catanesi. Ci vuole il senso dell’eleganza, intesa come nobiltà d’intenti, voler dare un senso superiore alle cose. Una città non è soltanto le sue fogne o i suoi bisogni primari».
— Ha sentito Battiato? C’è rimasto male?
«Sì, abbiamo parlato. Ma non è un riconoscimento mancato ad amareggiarlo. Semmai è tutto questo volerlo coinvolgere in brogli. Sta girando un film, non può riempirsi l’animo di argomenti simili. La sua ambizione è operare, non raccogliere cartacce».
— Cosa si augura?
«Che l’Università gli chieda scusa. Non ne sapevo nulla, altrimenti avrei subodorato la trappola. Un ragazzino che dice la sua su una decisione del genere è qualcosa di ridicolo».


Elvira Serra, Sgalambro: gli hanno teso un agguato. Adesso l’ateneo dovrà chiedere scusa in “Corriere della Sera”, 25 maggio 2005

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